L’ ORIENTAMENTO COME BASE METODOLOGICA
E’ possibile, secondo noi, adottare un “metodo che orienta” per creare un collegamento significativo tra il bambino, il mondo interiore e la realtà della scuola.
Solo così si potrà realizzare un ponte tra orientamento ed esperienza scolastica, tra ciò che il bambino porta con sé come potenzialità, bisogni, aspettative e le situazioni, i giochi, gli incontri che l’ambiente scolastico può promuovere.
In sostanza, noi partiamo dal quotidiano, dalle domande che scaturiscono dai bambini, per far maturare, attraverso le unità di apprendimento, i progetti, i laboratori proposti con i loro differenti linguaggi, un processo nel quale il bambino acquisisce FIDUCIA in se stesso.
Solo se il bambino acquista sicurezza nel vivere il proprio presente può sentirsi bene con se stesso e con gli altri, può essere protagonista della sua vita.
Per questo è importante che il percorso sia trasversale a tutte le attività proposte; non è un progetto fine se steso, ma un modo di fare, di pensare, di agire. E’ quasi uno stile di vita: se il bambino sa orientarsi nelle proprie emozioni, sa poi orientarsi nelle relazioni con gli altri, sa orientarsi nello spazio che lo circonda, nel tempo che lo attende, nella vita che lo accoglie … sa vivere con “l’intelligenza del cuore”.
Come afferma Isabelle Filliozarat: “ avere l’intelligenza del cuore significa, non solo amare e capire gli altri, ma anche essere capaci di rimanere se stessi in tutte le situazioni. Si tratta della capacità di essere felici, di non lasciarsi dominare dalle avversità, di scegliere la propria vita e di stabilire relazioni armoniose con gli altri”.